Harpfe

L’harpfe è l’essiccatoio per il foraggio, si tratta di strutture ancora visibili, seppur di rado e solo in alcune zone, facenti parte della tradizione contadina montana.


La sua funzione era quella di asciugare velocemente il foraggio appena tagliato, ma anche altri prodotti come cereali, agli, cipolle, poiché molte zone montane godono o subiscono un clima particolarmente piovoso.
harpfe-01Scopo della struttura, quindi, provvedere a riparare i prodotti tenendoli sollevati dal terreno umido e, al tempo stesso, riparandoli dalle precipitazioni.
Inizialmente consisteva in un semplice tronco fissato nel terreno, sui cui rami l’erba appena tagliata veniva stesa.
In seguito si iniziò a utilizzare un palo sul quale venivano fissati, in posizione sfalsata e sui diversi livelli, dei pioli per sostenere il foraggio.
Nel corso del tempo la struttura si è trasformata diventando più complessa ed efficiente, tanto da prevedere rastrelliere, tettucci e anche l’impiego di materiali diversi dal legno.

Nelle realizzazioni più avanzate, l’essiccatoio assume anche la funzione complementare di deposito e custodia delle attrezzature agricole.


Le informazioni che si trovano in wikipedia sono le seguenti.

Gli essiccatoi per foraggio si possono trovare nella parte meridionale dell’Austria, dove assumono il nome di “harpfe”, “köse” o “hilge” e nella regione nord orientale dell’Italia (in provincia di Bolzano, dove sono chiamati “harpfe”, nel tarvisiano, nell’ampezzano, dove assumono il nome di “arfa” e nelle Valli del Natisone, dove sono chiamati “ostruka”, “kazuc” o “kozolec”).
La maggior parte delle costruzioni sono però ubicate sul territorio della Slovenia, dove fanno parte integrante del panorama agreste ed assumono notevole importanza nell’ambito della cultura rurale locale.
Non sono presenti nell’estrema parte orientale della repubblica e sul litorale carsico, dove le raffiche di bora rendono problematica la stabilità della struttura.
A seconda della forma che presentano, vengono ivi chiamati “kozolec”, “kazuc” o “toplar”.
Alcune tracce sono state rinvenute anche in Svizzera, dove sono denominati “histen”.

Da notare la distinzione tra le diverse aree.

L’arfa è una costruzione che si può ammirare in provincia di Bolzano (in special modo nei pressi di Sesto e nella val Pusteria – qui chiamata Harpfe), sui monti dell’ampezzano e nei prati di Tarvisio, nelle prossimità dei campi utilizzati per la produzione dei foraggi.
La struttura di base, tutta in legno, è formata da due colonne verticali (chiamate arfis), da un certo numero di travi orizzontali (chiamate perties) che formano la rastrelliera su cui viene posto il foraggio o il grano da asciugare e da due listelli di base per dare stabilità alla struttura (sono chiamati i sorei).
Per aumentare la stabilità e la ricettività dell’impianto, alcune costruzioni hanno due o più strutture parallele unite saldamente tra di loro.
Per evitare che il foraggio steso sulle rastrelliere venga bagnato dall’acqua piovana, alcune arfe sono dotate di un tettuccio realizzato in paglia, lamiere o tegole. In alcune strutture multiple, la zona compresa tra le rastrelliere viene utilizzata per la posa delle attrezzature usate nel lavoro agricolo.
Nei tempi passati, ogni casa contadina aveva nei suoi terreni un’arfa, posta solitamente nel punto più ventoso.
Nel caso ci fossero più nuclei famigliari nella casa, le arfe potevano essere due o del tipo doppio.

Nell’area etnica slovena le strutture si sono ulteriormente evolute con la realizzazione di fabbricati complessi e notevolmente ampi chiamati kozolec.
In Slovenia queste costruzioni sono realizzate totalmente in legno e sono artisticamente rifinite, tanto da essere considerate dei veri monumenti nazionali.
In Italia, nella Slavia friulana, sono disseminati nel comune di Savogna (nelle frazioni di Jeronizza, Masseris, Dus, Iellina, Tercimonte e Gabrovizza), nel comune di Grimacco (a Topolò, Seuza, Brida Superiore ed Inferiore, Canalaz e Plataz) e nel comune di Drenchia (a Oznebrida e Cras); qualche raro esemplare è visibile anche nel comune di San Leonardo.
I kozolci sono dei veri e propri monumenti di perfezione legati alla semplicità ed alla praticità del mondo contadino.
Sono costituiti da quattro o sei robusti pilastri realizzati con pietre squadrate che formano la struttura portante dell’edificio, da un solaio in legno che divide verticalmente lo spazio adibito ad essiccatoio da quello, inferiore, usato per il deposito degli arnesi e delle apparecchiature di lavoro, da un tetto con travi in legno e copertura in paglia, lamiera o laterizi ed infine dalle rastrelliere/essiccatoi formate da aste orizzontali in legno che delimitano le facciate perimetrali della costruzione.


Interessante questa foto trovata nel web (link >>>), non ci sono note informative, ma è una evidente ricostruzione di una tipica struttura per l’ essiccazione.

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Esplicativa anche questa riproduzione, peccato manchi di descrizioni (link >>>).

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Immagine di copertina: Harpfe presso Preddvor (SLO)


 

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