Castello di Juval

Dove inizia la Val Senales, lasciandosi alla spalle il cuore della Val Venosta, sorge Castel Juval.


Le basi del luogo sono di origine preistorica, costruito nel 1278 da Hugo von Montalban, è dal 1983 residenza di Reihnold Messner, il “Re degli 8000”.

Dal 1995 è aperto al pubblico, si può raggiungere, partendo da Naturno, a piedi oppure col bus navetta e sono visitabili i cortili interni e una dozzina di sale.
In alcuni periodi dell’anno è possibile visitare anche una waalschelle, si tratta di un caratteristico sistema di allarme tuttora funzionante; ed una waalerhutte, la casa del controllore dei canali.

Il castello è una costruzione rinascimentale, ma il Proprietario è riuscito a dare un’impronta molto personale, infatti al suo interno sono allestite collezioni d’arte orientale.
Di spicco, tra tutte, le raccolte di arte tibetane, ma non da meno la collezione di maschere originarie dai cinque continenti, oltre ai quadri e le foto delle montagne.


Dal sito Messner Mountain Museum

Castel Juval: storia & ristrutturazione
Costruito da Hugo von Montalban nel 1278, Castel Juval sorge su un sito preistorico. A partire dal 1368 appartenne ai signori di Starkenberg.
Seguirono numerosi cambi di proprietà fino a che venne acquistato dalla famiglia Sinkmoser nel 1540, epoca in cui raggiunse il suo massimo splendore.
La proprietà passò poi al casato degli Hendl che nel 1813 lo vendettero al contadino Josef Blaas. Successivamente, il castello cadde in rovina.
Nel 1913 Juval venne acquistato dall’olandese William Rowland che lo restaurò in modo esemplare.
Negli anni della seconda guerra mondiale iniziò una nuova fase di abbandono.

Dal castello al museo
Con l’arrivo di Reinhold Messner nel 1983, Juval torna a vivere. Messner fa ristrutturare il maniero conservando le caratteristiche architettoniche delle tre diverse fasi di costruzione unendo tra loro le mura medievali con elementi moderni e collezioni d’arte. Oltre ad essere l’abitazione privata della famiglia Messner, oggi il castello è anche sede di uno straordinario museo che fa parte del circuito Messner Mountain Museum.
L’ultimo intervento conservativo risale alla metà degli anni Novanta, quando, a protezione dell’ala nord del castello ridotta in rovina, Messner fa montare un tetto di vetro a due spioventi progettato dall’architetto tedesco Robert Danz. La costruzione in vetro e acciaio, se da un lato permette di conservare e di salvare dal degrado le mura storiche del castello, dall’altro permette allo sguardo del visitatore di ricostruire la genesi costruttiva del manufatto.

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