Abbazia di Santa Maria in Sylvis

L’Abbazia di Sesto ai bordi occidentali della campagna friulana è una grande costruzione romanica armoniosa e singolare.


Il complesso benedettino è il cuore del piccolo borgo situato alla VI pietra miliare (di qui il toponimo Sesto) da Julia Concordia Sagittaria, notevole colonia romana negli ultimi tempi dell’impero.

Gli studiosi sono d’accordo nel fissare la data della sua nascita intorno l’anno 735, ad opera di tre fratelli longobardi Erfo, Anto e Marco, figli del duca Pietro e Piltrude, provenienti da Cividale.
In un documento (“Charta donationis”) redatto nell’Abbazia di Nonantola il 3 maggio 762, i fondatori, non senza tessere un forte elogio alla vita monastica, dichiarano la loro decisione di abbandonare la vita laica e di lasciare tutto il loro ingente patrimonio di ricchezza e beni d’ogni genere per l’edificazione del monastero.
Quella che era la maggior fondazione monastica di età longobarda in Friuli fu rasa al suolo l’anno 899, quando imperversò anche a Sesto l’invasione ungara. Dalle rovine prese avvio la nascita del vasto complesso abbaziale che oggi si può ammirare: autentico gioiello d’arte e di fede che per non pochi suggerimenti di architettura romanica, nella tipologia benedettina, assurge ad importanza europea ed assoluta. Gran merito per la ripresa va attribuito ad Adalberto II che fu Abate residenziale dall’anno 960 al 965.

La serie degli abati residenziali iniziata l’anno 775 con Albino, termina con il ventisettesimo successore di lui, Tommaso de’ Savioli, eletto il 6 agosto 1431.
Fu il periodo del massimo fervore costruttivo. Dopo di lui il card. Pietro Barbo, patrizio veneto (futuro Papa Paolo II) apre, nel febbraio 1441, la serie degli Abati commendatari composta per lo più da cardinali e prelati veneziani, l’ultimo del quali sarà Giovanni Corner (1763-1789). 
Al complesso abbaziale si accede attraverso il torrione “Grimani” che apre una panoramica deliziosa sulla corte, circondata dagli edifici principali del monastero: campanile, cancelleria, residenza abbaziale, arco rinascimentale, loggetta e portico d’ingresso alla basilica triabsidata.

Non fa meraviglia se questa piazzetta medievale e l’interno dell’Abbazia (dall’acustica perfetta) si trasformino nelle varie stagioni e tempi liturgici dell’anno in spazi ideali per concerti e rappresentazioni sacre d’alto livello e interesse regionale, curati dall’Associazione “Pro Sesto” e dal Comune, con il patrocinio della Regione Friuli-Venezia Giulia e della Provincia di Pordenone.

Fuori e dentro, l’Abbazia ha molte cose, compresi il silenzio e la pace totale, che sarà piuttosto difficile dimenticare. Un ciclo di affreschi di scuola giottesca e riminese, tra cui spiccano il “lignum vitae”, “l’incontro dei tre vivi e dei tre morti” , le Storie di San Benedetto, di San Pietro, 1′incoronazione della Vergine ecc., fanno, per molti aspetti, dell’Abbazia una “cosa meravigliosa” (V. Sgarbi).

La Cripta con l’urna di Sant’Anastasia splendido rilievo altomedievale conserva uno squisito bassorilievo veneto-bizantino dell’Annunciazione (sec. XIII) e la Pietà (Vesperbild) del sec. XV, di fattura bavaro-salisburghese.

Tutto il contesto dell’Abbazia di Santa Maria conservatosi nei secoli, appare quasi una immersione in un passato che restituisce al visitatore ambienti, situazioni, suggestioni spiritualmente appaganti.
A chi vi arriva per la prima volta non mancheranno la sorpresa e poi la gioia di una bella scoperta.

Fonte  Abbazia di Santa Maria in Sylvis


 

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